Collegiata S. Croce

 La chiesa di S. Croce venne costruita dal 1659 al 1661 per opera del principe Giovanni Battista Borghese per acquisi­re il diritto di "lus patronati" ossia il diritto di padrone, il principe aveva il diritto di presentare il parroco della Chiesa al vescovo diocesano e questi era obbligato ad accettarlo. IL suddetto principe demolì l'antica chiesa medievale un gravissimo errore lo defini­sce il Serangeli perché l'anti­ca Chiesa era ricca di marmi e di mosaici cosmateschi. La chiesa venne ultimata nel 1661 come appariva da una iscri­zione inserita nel frontone della porta maggiore, resa attualmente illeggibile. La facciata principale è resa maestosa da due campanili a torre quadrata terminanti a padiglioni ottagonali e leggermente arretrati rispetto al corpo della chiesa, questa fu realizzata in conci di tufo ripartiti in pilastri e cornicio­ni, con tre porte di accesso ed una gradinata. Tra i due campanili vi è un timpano semicircolare, al centro del quale spicca un grande stemma Borghese in travertino sovrastato da una croce di ferro.   Nel cornicione si legge:
IO.BAPT. BURGHESIUS. PRINCEPS SULMONIS MON. FORT. DOMINUS ECC. PATRONUS A.D. MDCLXI(Giovanni Battista Borghese principe di Sulmona e signore di Montefortino eccellentissi­mo patrono anno del Signore 1661).
Le porte di accesso laterali sono sormontate da due
frontoni ricurvi, e sopra di questi, in due apposite quadrature, sono state incorpo­rate decorazioni cosmate­sche, secondo il Serangeli già appartenute all’antica vecchia chiesa. I lavori della facciata furono eseguiti da Francesco Fancelli ed Agostino Butio.
II Fancelli incise le due scrit­te ricordate ed è opera sua lo stemma posto sulla fac­ciata.  Agostino Butio doveva esse­re piuttosto uno scalpellino generico, lavorò infatti a tutte le basi dei pilastri, i capitelli, i chiusini per le sepolture, i conci delle fine­stre, in breve a tutti quegli elementi in pietra dell'inter­no della facciata.

 

 

 

  Torna Indietro