Compagnia del Rosario

«A queste tre compagnie succede la quarta che è quella della Beatissima Vergine del Rosario, la quale ha la sua chiesa particolare nel Borgo. Questa non va processionalmente con le altre ma veste solo in poco numero con sacchi bianchi e mantelletta turchina nella processione, che suoi farsi ogni prima domenica di ciascun mese la sera, dopo recitato il SS.mo Rosario a cori, alzando il Crocifisso, e seguita dal Cappellano col popolo cantando le litanie della B.ma Vergine, e nella prima domenica di ottobre vi vanno anche le due zitelle provvedute del sussidio dotale di scudi 25 per ciascheduna, che suoi darsi annualmente del legato pio lasciato dal fel.mem. della Signora D. Orinthia Colonna, confessate e comunicate la mattina in detta chiesa, queste doti o sussidi dotali, furono stabiliti colla limosina di scudi 50 annui lasciati dalla suddetta signora a poveri di questa terra di Montefortino nel legato da lei fatto alla venerabile arciconfraternita dei SS. XII Apostoli di Roma in somma di scudi 9000 in circa con tal condizione, che dell'annuo frutto di esso in somma di scudi 550 circa dovesse la suddetta confraternita distribuire ciascun anno alii poveri di Montefortino e di Olevano scudi 100, cioè 50 in ciascuno di essi luoghi, qual distribuzione avesse a farsi ad arbitrio, in quanto a poveri da i parrochi e curati, e di officiali delle compagnie delli medesimi luoghi, come nel testamento di essa Signora rogato per gli atti Vola notaro capitolino il primo agosto 1594.

 

 

Dopo la morte della medesima li detti scudi 50 si distribuirono annualmente a due zitelle come apparisce dalli ordini, o mandati, et instrumenti di ricevute per gli atti del q.m Giovanni Battista Cammiani notaro di Montefortino, il primo dei quali si trova sotto li 6 maggio 1601 del tenore seguente: Giovanni Cesare Campiotti nostro carissimo. Li scudi 200, che sono in mano vostra che dalla bo.me della Signora Orinthia mia suocera sono stati lasciati a poveri di questa terra dì Montefortino, cioè scudi 50 ogn'anno, li pagherete alle 8 zitelle già elette dal sig. Marzio mio et officiali di quel luogo, cioè per ogniuna 25 scudi, quali se li danno per loro dote, e perciò secondo si verranno maritando dette zitelle, così le verrete pagando, che si faran buoni i ns. conti. Da Roma li 6 maggio 1601. Pronta all'onor vs. Giulia Colonna. Sigillo +.

Il qual mandato veniva ogni volta confermato dal rettore della compagnia del SS. Rosario con la dichiarazione, che scudi 20 si pagavano in contanti e scudi 5 per una veste di color bianco.

 

E così trovasi continuato in detti atti fino all'anno 1616.

 

Negli atti poi del q.m Giovanni Girolamo Barbarola notaro di detta terra si trova sotto li 21 novembre 1650 che furono distribuiti dal Sig. Carlo Mondosi eletto, e deputato a tale effetto dall'archiconfraternita dei SS. XII Apostoli in Roma, scudi 200 moneta a diversi poveri per anni 2 cioè 1649 e 1650, con intervento dei parrochi, et officiali di compagnie, e furono dati a 7 zitelle scudi 5 per ciascuna et alle altre persone non più di giulii 3. Per gli atti delle q.m Vincenzo Cioci sotto li 22 novembre 1652 il sig. Paolo Panizza nobile romano speciale deputato a tal effetto nella compagnia fatta dalla santa archiconfraternita, in presenza dell'arci prete e degli altri parrochi e di camarlenghi delle compagnie furono distribuiti scudi 100 a poveri per anni 2 cioè 1651-1652, e per li medesimi atti sotto li 13 novembre 1654 furono dall'abate Domenico De Sanctis arciprete di S. Maria in Cosmedin eletto specialmente come sopra, distribuiti in presenza delli arcipreti, curati et officiali delle compagnie di Montefortino, scudi 200 a poveri per 2 anni cioè 1653-1654.

E perché forse in tale distribuzione soleva nascere qualche mala soddisfazione in quelli che volevano essere il numero dei poveri per avere la porzione della elemosina, come spesso succede in casi simili nella plebe si venne ad una concordia come si riconosce dal tenore delle cedole stampate, che successivamente sono state date, e si danno alle zitelle del tenore seguente: 'Noi N.N. come priore della ven. archiconfraternita dei SS. XII Apostoli di Roma legataria della bo.me, Orinthia Colonna attestiamo, con la gloria di Dio, in esecuzione del legato fatto da detta Orinthia nel suo testamento rogato per gli atti del q.m. Vola notaro capitolino il 1 agosto 1594 et in virtù della concordia stipulata tra la bo.me. dell'Ecc.mo sig. Principe Marcantonio Borghese e detta nostra archiconfraternita per gli atti del Bernecone notaro capitolino, e del Petruccioli notaro, notari rogati in solidum li 8 agosto 1655, e confermata con Breve apostolico li 5 gennaro 1656, o altri più vari tempi, è stata ammessa al sussidio dotale di scudi 25 moneta. N.N. nominata dall'E.mo sig. D.N. principe Borghese in conformità della detta concordia per il giorno 2 agosto ... quali scudi 25 li si pagheranno dalla ns. Confraternita in conto delli scudi 50 che la medesima è debitrice alla detta Terra di Montefortino in esecuzione di detto legato per un anno finito il detto giorno 2 agosto ... quando la detta N.N. avrà concluso il suo matrimonio, di che dovrà portarne fede autentica del curato di detta terra di Montefortino al ns. segretario. E in fede abbiamo fatto fare la presente quale sarà sottoscritta da noi'. Spetta anco a questa comunità del SS. Rosario tenere il maestro di scuola perché furono applicati alla medesima tutti i beni che possedeva il convento di S. Michele Arcangelo dei P.P. Conventuali di S. Francesco soppresso come per decreto del tenore seguente: «Relazione e parere del Vescovo di Segni e suo capitolo intorno all'applicazione e ripartimento dei beni del conventino soppresso in quella diocesi in virtù della Bolla della Santità di N.S. sopra ciò pubblicata. Il convento, e chiesa dei conventuali di Montefortino con tutti i suoi beni e pesi si potrebbe applicare alla confraternita del SS. Rosario di detta terra, con obbligo di tenere un cappella­no il quale abbia peso di celebrare messa nei giorni festivi in detta chiesa per commodità dei pastori, e di gente di campagna, e di soddisfare ai pesi di ascoltare le confessioni, di tenere scuola di grammatica, aiutando anche al parroco nell'inse-gnare la dottrina cristiana, e si potrebbe demolire la fabbrica del convento situata in campagna, a ciò non sia asilo di mala gente, restando in piedi la chiesa, per la commodità come sopra».

 

 

 

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