Compagnia del Ss.mo Sacramento

«La seconda Confraternita è quella del SS.mo Sacramento Corpo di Cristo, colloca­ta nella chiesa di S. Croce dove ha l'altare, e cappella antica, lasciata intatta nella demolizione dell'antica chiesa, ed ivi ha continuato anco nelle sue funzioni, sinanché, per quietare il Rettore di essa chiesa coll'Arciprete che spesso erano in litigi, fu ceduta detta Cappella per Sagrestia ai Canonici, e le fu assegnato l'Altare del SS.mo Crocefisso l'anno 1702. Si aggregava alla Chiesa di S. Maria sopra Minerva colla spedizione della Indulgenza, ed istanza delle benemerite memorie dei Sig. Pio Vincenzo Tuttavilla Conte di Sarno, Virginia, Tuzia Colonna de' Matthei, Fabio, Carlo, Ascanio de' Massimi, padroni tutti di detta terra li 7 Luglio 1579. Veste con sacchi rossi, e nelle processioni alza similmente il Crocefisso con pallio di broccato rosso, e stendardo, e altri arredi vaghi, di colore precedente. La sua funzione principale è nella solennità del Corpus Domini, che somministra la cera, oltre le menzionate processioni, che va unita coll'altre Compagnie, solo nel primo giorno delle Rogazìoni va sola da S. Croce a S. Maria delle Letizie. Mantiene di cera, e suppellettili il suddetto altare. Ha l'incombenza di fare a sue spese il Sepolcro del Giovedì Santo. È anche obbligata alla spesa delle 40 ore introdotte in detta Chiesa per la festa di S. Croce il 3 maggio.

Accompagna il SS.mo Viatico agli infermi delle due Parrocchie, cioè S. Croce e S. Maria colle torcie e suo baldacchino, havendo il suo ostensorio o custodia dì argento, e pisside di damasco bianco con fascia di broccato di argento, che serve anco nelle esposizioni. Procedeva prima anche di torcia alla Chiesa di S. Stefano per il SS. Viatico, ma per dissenssione con quel curato Arcibale Tocchi, se n'è ritirata. Ha una entrata competente da potersi mantenere, con splendore e decoro, consistenti in terreni, censi, e luoghi di monti, questi per essere indivisi colla Chiesa di S. Croce per legato del Sig. Federico Capoleoni, sono stati e sono cagione di continue liti con G. Battista Testa Curato di detta Chiesa, che ne impedisce l'esazzione, volendo farli calare in sue mani, siccome con sotterfugi spesse volte gli ha esatti, e se ne è servito ad altro, al che si osta dagli uffiziali, e confrati, per la difficoltà grande, che hanno sperimentato in ricuperarli dopo penosissime e dispendiosissime liti»

 

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