Compagnia della Buona Morte

«L'altra Compagnia è quella dell'Orazione o Morte, aggregata in Roma alla Chiesa della Morte vicino al Palazzo dei Signori Farnesi in Strada Giulia a istanza di Pompeo da Manaro sotto li 12 maggio 1557, veste con sacelli negri, ed è collocata nella Chiesa di S. Stefano, ove gode la cappella, et altare sotto l'invocazione della Madonna della Pietà. Haveva antica­mente per protettori in detta Terra gli stessi Signori Padroni, che non solo intervenivano nelle congregazioni, ma ancora vestivano con i sacchi nelle proces­sioni, le quali congregazioni facevano in essa cappella chiamandola Oratorio di essa Compagnia come si legge negli atti di Giovanni Battista Cammiani notare di detta Terra, sotto li 13 gennaro e 9 marzo 1608.
 E nella medesima chiesa ha le due campane, come dimostrano le iscrizioni che vi sono, in una delle quali si leggono le seguenti parole nel cerchio superiore: «Ave Maria, Gratia piena A.D. MDCX + con l'effige ed arme della Morte, e nel cerchio inferiore = Ex Leg. Sancii Castellani, ac Elemosina D. Francisci filii ad usum Societatis Mortis Terrae Montisfortini. Nell'altra + Della Compagnia della Morte di Montefortino in Campagna Anno D.mi 1580. Ha per istituto questa compagnia di portare la bara, e di seppellire tutti li cadaveri, non solo delle tre parrocchie, ma anche quelli che si ritrovano in campagna e di raccogliere le oblazioni di elemosine che si fanno nelle esequie con le quali poi fa cantare una messa nel terzo giorno in suffragio dell'anima del defunto, nell'altare privilegiato suddetto, e se le oblazioni superano alla spesa della messa cantata quello in più va in supplemento alii defunti poveri. Ma questa buona consuetudine è stata, ed è sempre contrastata dal sacerdote Don Giovanni Battista Testa curato della chiesa di S. Croce nelli suoi defunti parroc­chiani, volendo pigliare egli tutte le limosine benché di quattrinelli, nonostante gli ordini e rescritti tenuti dai vescovi, il che sarà cagione si abolisca in tutto questa pia usanza che per tempo memorabile si è osservata, giacché pare si vada assai diminuendo. Fa la esposizione delle quarant'ore nella chiesa di S. Stefano nella domenica delle Palme, e va processionalmente avanti, e doppo, per la piazza alza la croce con i misteri della SS. Passione in luogo di stendardo, ed anche il Crocifisso col pallio di broccato oscuro. È la più povera delle tre che vestono, ma le sue entrate sono sufficienti al mantenimento di esse, per esercitare le opere pie. Ha similmente il peso, come le altre due antecedenti di una messa cantata il mese per le anime dei fratelli, e sorelle: e similmente di un'altra anniversaria fra l'ottava dei morti, e queste ancora si trascuran da alcuni anni in qua. Va processionalmente la prima alle altre due, solo che nel terzo giorno delle Rogazioni veste sola, e da S. Stefano va alla piazza dell'Osteria, e poi alla Chiesa del Rosario. Prima però delle rotture col suddetto Testa, curato di S. Croce, andava alla suddetta chiesa, che per non cementarsi con l'istesso non vi sono più andati»

 

 

 

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