Sintesi delle catechesi di don Franco Diamante per la festa della Madonna delle Grazie nell’anno 2022

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Madonna delle Grazie in piazza della Vittoria

La recita del santo rosario davanti la Madonna delle Grazie, nella settimana dei festeggiamenti presso la chiesa di Santa Croce, offre l’occasione di ascoltare delle catechesi su temi specifici. Nell’anno 2022 questo ciclo catechetico è stato offerto da don Franco Diamante, parroco di Santa Maria di Gesù in Artena.

Di seguito la sintesi, schematizzata, dei suoi interventi.

Brani evangelici di riferimento

Nozze di Cana (Gv 2, 1-11):

  • con il passare del tempo il vino buono (= le nostre consuetudini religiose, i nostri schemi organizzativi, persone di riferimento e gruppi) finisce. Maria osserva, interviene, innesca un processo dal quale verrà un vino più buono (= modalità di esprimere la fede più adeguate ai tempi nuovi e quindi più feconde e più soddisfacenti).
  • Maria prende l’iniziativa con la sua premura. Gesù esercita il suo potere divino, i servi riempiono le idrie, il maestro di tavola diffonde la spiegazione di quanto avvenuto: Il nuovo si costruisce insieme, apportando ciascuno le sue potenzialità.

Magnificat (Lc 1,46-55):

  • Maria rielabora l’antico canto di Anna (1Sam 2,1-10), lo cala nella sua vicenda , lo rende vivo ed attuale. L’antico non va cancellato, ma deve fare da sostrato a forme nuove, capaci di esprimere l’attualità.
  • Maria gioisce di quanto il Signore ha fatto per lei, ma ben presto e molto di più gioisce perché il Signore fa meraviglie per tutti, di generazione in generazione…
  • L’opera del Signore nella storia è sorprendente: rovescia le situazioni. Maria ne è lieta. Non si deve aver paura dei ribaltamenti quando è Dio a generarli.

Annunciazione (Lc 1, 26-28):

  • Per iniziare la nuova grande storia dell’Incarnazione del Figlio di Dio, la sua morte e resurrezione, l’Ascensione al cielo e la Pentecoste, Dio sceglie una ragazza di circa 16 anni, che per Lui è “piena di grazia”.

Sintesi delle catechesi

  1. Ecclesia semper erigenda:” la Chiesa, fatta di pietre vive sarà sempre un cantiere aperto, mai un museo. I tempi cambiano velocemente e la Chiesa cammina con gli uomini. Noi conosciamo il passato e ci ancoriamo ad esso perché ci dà sicurezza. Conservare è rassicurante e non costo sforzo, ma è sterile.

  2. Papa Francesco: Il tempo è superiore allo spazio: non dobbiamo riempire gli spazi e i vuoti della situazione precedente, ma iniziare percorsi che un domani portino frutti. Nessuno ha le ricette e le soluzioni, che dobbiamo immaginare insieme, docili allo Spirito Santo.

  3. Esempio: quando venne un diacono permanente a predicare nell’ottavario della Madonna, più di trent’anni fa, la sua fede nuziale causò serie perplessità tra i fedeli. Oggi Artena ha 5 diaconi permanenti che sono ben accettati dalla Comunità.

  4. Il numero di preti-frati-suore in servizio ad Artena è ridotto al minimo, mentre il numero degli Artenesi è molto cresciuto. E’ necessario rendersi conto che spetta ai fedeli laici farsi carico della Comunità in un modo più incisivo. Laici con 3 caratteristiche: appassionati della Comunità, competenti nei servizi, capaci di relazionarsi agli altri.

  5. E’ necessario superare il clericalismo, cioè la concezione che ogni cosa nella Comunità dipenda dal sacerdote. E’ un dato di fatto che molti laici sono più clericali dei sacerdoti.

  6. La scarsità di sacerdoti ministri diventa un’opportunità provvidenziale per riscoprire il sacerdozio comune dei fedeli che è superiore al sacerdozio ministeriale. Tutta la Comunità è popolo sacerdotale, profetico e regale.

  7. Esempio storico: le processioni sono nate per iniziativa dei fedeli, in particolari degli Oratori e delle Confraternite. Essendo le celebrazioni liturgiche ristrette ai chierici (lingua latina e canto gregoriano), i fedeli sono scesi in strada con i loro canti e i loro simboli (stendardi, ecc…).

  8. Proviamo a immaginare quante cose potreste fare voi laici, nella catechesi, nella Caritas, nelle visite agli anziani e ai malati, nelle attività ricreative e culturali, negli incontri di preghiera, nella custodia delle chiese, ecc…

  9. Il vangelo delle nozze di Cana inizia dicendo che “c’era la Madre di Gesù”. E’ un’indicazione molto significativa. Esser-ci è indispensabile. I fedeli laici devono esserci nella Comunità, la devono abitare, disponibili a lavorare e, se necessario, a soffrire per essa. Papa Francesco dice ai giovani e a tutti che non dobbiamo essere “da divano”, cioè spettatori passivi. Ci viene richiesto uno sforzo tenace per raggiungere mete importanti.

  10. Altri due principi di papa Francesco nella Evangelii Gaudium:
    • Il tutto è superiore alla parte: vuol dire che non dobbiamo essere ossessionati da questioni particolari e limitate, ma dobbiamo allargare lo sguardo per riconoscere un bene più grande che porterà benefici a tutti noi. Il punto di partenza è il presente e il locale, cioè la storia reale e concreta che viviamo, ma se non ci diamo da fare ci condanniamo alla meschinità, condannati a ripetere sempre le stesse cose, incapaci di arricchirci della bellezza che Dio diffonde attorno a noi. Si lavora nel piccolo, con ciò che è vicino, però con una prospettiva più ampia. L’integrazione nella comunità non annulla, ma da nuovi stimoli per il proprio sviluppo.
    • L’unità prevale sul conflitto: Dove c’è pluralità di persone il conflitto di idee e di interessi è inevitabile. Ma non dobbiamo rimanere prigionieri del conflitto. L’orizzonte ampio deve rimanere l’unità. Il conflitto si accetta, si sopporta, si risolve e si trasforma nell’inizio di un nuovo processo. Per riuscire a superare il conflitto bisogna anzitutto considerare gli altri nella loro profonda dignità, quindi portatori di valori. Non sono da combattere o respingere ma coinvolgere nella solidarietà. Le differenze non si annullano, ma si armonizzano. Persino le persone che possono essere criticate per i loro errori, hanno qualcosa da apportare che non deve andare perduto.
  1. A questo riguardo mi sono permesso di esortare coloro che desiderano amministrare la città ad impegnarsi nell’illustrare positivamente i loro programmi, piuttosto che discreditare l’operato degli avversari.

  2. La serata di giovedì l’ho dedicata ai sacerdoti non italiani che sono in mezzo a noi e che nel futuro prossimo saranno parroci delle nostre Comunità. E’ un dato di fatto, piaccia o non piaccia. Il numero dei seminaristi italiani è ridottissimo. Situazione ribaltata: in passato i missionari andavano in altri continenti, ora arrivano missionari dall’Africa, dall’Asia e dall’America latina. La Madonna gioisce della provvidenza di Dio che comunque assiste il suo popolo. E voi?

  3. L’unico problema reale è la barriera linguistica che comunque si supera in breve tempo. L’essere stranieri e il colore della pelle sono falsi problemi. Nella Chiesa cattolica sparsa su tutta la terra tutti sono cittadini, nessuno è straniero. Guardare al colore della pelle è becero razzismo. La società è multietnica: nello sport, nello mondo dello spettacolo, nelle scolaresche la diversità non conta. Possibile che proprio nella Comunità cristiana tanti rimasti così indietro?

  4. La nostra Comunità cristiana presti maggior attenzione ai giovani, cominciando con l’evitare i soliti pregiudizi (non hanno valori, non vogliono lavorare, pensano solo a divertirsi). Ad Artena, oltre ai giovani delle parrocchie, ci sono belle realtà di aggregazione giovanile (Arci, Artena Live, Servizio Civile, Scouts…). Ci sono giovani che studiano e acquistano competenze anche d’eccellenza. Nel campo della musica, sia classica sia leggera, c’è tanta ricchezza. Senza giovani non c’è rinnovamento: essi hanno energie e entusiasmo, perché sono rivolti al futuro. Noi adulti tendiamo alla conservazione di quanto fatto, alla stabilità. Ci sembra di aver già dato e non abbiamo voglia di rimetterci in questione.

  5. Per finire, tra il serio e il faceto, ho consigliato per l’anno prossimo di invitare giovani a far ascoltare alla Madonna, oltre ai canti tradizionali, qualche canzone pop o rap. Sono certo che la Madonna sarebbe contenta di respirare l’aria fresca della gioventù.

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